Ci sono bambini che inciampano continuamente, altri che non riescono a stare in equilibrio su un piede, altri ancora che corrono benissimo ma non riescono a impugnare una matita. La disprassia motoria non ha un solo volto: può riguardare parti diverse del corpo e tipi diversi di azione, e ogni bambino ha il suo profilo.
Questo articolo fa parte di una serie sulla disprassia. Se non l'hai ancora letto, parti da Cos'è la disprassia.
Un'avvertenza importante Questo articolo descrive le diverse forme che può assumere la disprassia motoria, non è uno strumento per riconoscerla. Molti dei comportamenti descritti sono comuni anche nei bambini senza nessuna difficoltà, soprattutto in certe fasi dello sviluppo. Solo una valutazione professionale può dire se c'è una disprassia. Se hai un dubbio, parlane con il pediatra.
Un'idea di fondo
I professionisti, in Italia, descrivono diverse forme di disprassia a seconda del tipo di azione che risulta più difficile. Non è necessario che tu conosca tutti i nomi tecnici. Quello che è utile capire è che dietro l'etichetta generale di "goffaggine" possono esserci difficoltà molto diverse, e che per questo ogni bambino ha bisogno di una valutazione e di un intervento su misura.
Te le racconto raggruppate per aree, con qualche esempio di vita quotidiana.
Il corpo nello spazio
Alcuni bambini fanno fatica soprattutto con i movimenti di tutto il corpo: correre in modo fluido, saltare, stare in equilibrio, salire e scendere le scale alternando i piedi, andare sul triciclo o in bicicletta, lanciare e prendere una palla. Il movimento può apparire rigido o scoordinato, con le braccia che si muovono in modo poco armonico.
A volte la difficoltà riguarda anche l'organizzazione del corpo nello spazio: capire dove si trovano le diverse parti del corpo, assumere una posizione su richiesta, adattare il passo a un percorso con ostacoli.
Le mani
Altri bambini hanno difficoltà soprattutto nella motricità fine: afferrare piccoli oggetti, usare le due mani insieme in modo coordinato, infilare, avvitare, impugnare la matita, usare le forbici, colorare dentro i margini. Spesso queste difficoltà si vedono già nel gioco: il bambino evita le costruzioni, i puzzle, le attività di manipolazione.
Costruire e disegnare
Una forma particolare riguarda la capacità di mettere insieme le parti per formare un tutto: fare una costruzione seguendo un modello, completare un puzzle, copiare un disegno o una figura geometrica. Il bambino può cogliere l'insieme ma perdere i dettagli e i rapporti tra le parti. I professionisti la chiamano disprassia costruttiva, e spesso si associa a difficoltà nell'organizzazione visiva dello spazio.
Vestirsi
Per alcuni bambini la difficoltà più evidente è vestirsi e svestirsi: orientare gli indumenti, infilarli nell'ordine giusto, gestire bottoni, cerniere e lacci. Non è che non vogliano farlo da soli: è che mettere in relazione il proprio corpo con la forma dei vestiti richiede proprio quella capacità di programmare i gesti che nella disprassia è più fragile.
I gesti
Una parte della disprassia riguarda i gesti, sia quelli che si fanno con un oggetto, come pettinarsi o usare lo spazzolino, sia quelli simbolici, come fare "ciao" con la mano o mandare un bacio. Alcuni bambini fanno fatica a imitare un gesto che vedono fare, oppure a eseguirlo su richiesta, anche se in altre situazioni lo fanno spontaneamente.
Lo sguardo
Esiste anche una forma che riguarda i movimenti degli occhi: spostare lo sguardo in modo preciso da un punto all'altro, seguire una riga, esplorare un'immagine in modo ordinato. È una difficoltà meno visibile, ma può pesare molto sulla lettura, sulla copia dalla lavagna e sulla scrittura. La sua valutazione richiede professionisti specifici.
La scrittura
Molte di queste difficoltà si incontrano nella scrittura, che è una delle attività motorie più complesse che chiediamo ai bambini. Il bambino con disprassia può scrivere lentamente, con una grafia poco leggibile, lettere di dimensioni irregolari, difficoltà a stare sulla riga e a organizzare lo spazio sul foglio. Quando la difficoltà nella scrittura è importante si parla di disgrafia. Ne ho parlato in Perché la disprassia conta.
Cose che spesso vanno insieme
Nei bambini con disprassia motoria si osservano spesso anche altri aspetti.
Una sensibilità particolare agli stimoli. Alcuni sono molto sensibili ai rumori, al tatto, a certe consistenze, e possono essere selettivi a tavola. Se vuoi approfondire, ne ho parlato in Il profilo sensoriale spiegato ai genitori.
Difficoltà di attenzione. Quando ogni movimento richiede sforzo, resta meno energia per concentrarsi. A volte disprassia e difficoltà di attenzione coesistono.
Un tono muscolare un po' basso, che rende più faticoso mantenere la postura, per esempio stare seduti a lungo al banco.
Lentezza in quasi tutte le attività pratiche.
Nessuno di questi aspetti, da solo, indica una disprassia. Ma insieme aiutano i professionisti a comporre il quadro.
Perché è utile saperlo
Sapere che la disprassia motoria ha tante facce aiuta a capire perché due bambini con la stessa diagnosi possano essere così diversi, e perché l'intervento debba essere costruito sul singolo bambino. Aiuta anche a dare un senso a difficoltà che, prese una per una, sembravano scollegate tra loro.
Nel prossimo articolo ti racconto come lavorano i professionisti: Disprassia motoria: come lavorano i professionisti.
Gli altri articoli della serie
- Cos'è la disprassia
- Perché la disprassia conta: autonomie, scuola e autostima
- Disprassia motoria: come lavorano i professionisti
- Disprassia verbale: quando la parola fatica a uscire
- Disprassia verbale: come lavorano i professionisti
- Disprassia e autismo: comunicazione e apprendimento
Questo articolo è stato scritto a scopo informativo e non sostituisce il parere di un professionista. Se hai dubbi sullo sviluppo di tuo figlio, rivolgiti al pediatra o al servizio di Neuropsichiatria Infantile della tua ASL.