Si tappa le orecchie quando passa il frullatore, ma poi urla a tutto volume. Non sopporta le etichette dei vestiti, ma si butta sul divano cento volte al giorno. Mangia solo cibi croccanti. Ti sembrano comportamenti senza senso, ma forse un senso ce l'hanno.
I sensi sono più di cinque
A scuola ci hanno insegnato che i sensi sono cinque: vista, udito, tatto, gusto, olfatto. In realtà ce ne sono altri, meno conosciuti ma altrettanto importanti.
Il senso vestibolare ci dice dove siamo nello spazio, se ci stiamo muovendo, se siamo in equilibrio. Il senso propriocettivo ci informa sulla posizione del nostro corpo e sulla forza che stiamo usando, grazie ai muscoli e alle articolazioni. L'interocezione, infine, ci fa percepire quello che succede dentro il corpo: fame, sete, stanchezza, bisogno di andare in bagno.
Ognuno di noi elabora queste informazioni in modo un po' diverso. C'è chi ama la musica alta e chi non la sopporta, chi adora le montagne russe e chi sta male solo a guardarle. Nei bambini con autismo, e anche in molti bambini con altre caratteristiche dello sviluppo, queste differenze possono essere molto più marcate e influenzare la vita di tutti i giorni.
I quattro modi di rispondere alle sensazioni
Un modello molto usato dai professionisti descrive quattro modalità principali. Non sono "tipi" in cui incasellare il bambino: la maggior parte dei bambini ha un po' di tutto, in misura diversa a seconda del senso e del momento.
La ricerca. Alcuni bambini sembrano avere bisogno di più stimolazione: saltano, si buttano, toccano tutto, fanno girare gli oggetti, mettono in bocca le cose, cercano rumori forti. Non è che siano "agitati": il loro sistema ha bisogno di più input per sentirsi a posto.
L'evitamento. Altri bambini cercano di ridurre le sensazioni: si allontanano dai posti rumorosi, rifiutano certi vestiti, si irrigidiscono se vengono toccati all'improvviso, preferiscono stare negli spazi piccoli e tranquilli. Si stanno proteggendo da qualcosa che per loro è troppo.
La sensibilità. Alcuni bambini notano tutto: il ronzio della lampada, la cucitura della calza, l'odore del detersivo. Non sempre evitano attivamente, ma queste percezioni li distraggono e li affaticano.
La bassa registrazione. Altri ancora sembrano non accorgersi di stimoli che per gli altri sono evidenti: non sentono quando li chiami, non si accorgono di avere la faccia sporca, sembrano sentire poco il dolore o il freddo. Possono sembrare "nel loro mondo", ma spesso semplicemente le informazioni arrivano con meno intensità.
Perché è utile conoscerlo
Conoscere il profilo sensoriale di tuo figlio ti aiuta a leggere diversamente molti comportamenti. Quello che sembrava un capriccio al supermercato potrebbe essere un sovraccarico di luci, rumori e persone. Quello che sembrava iperattività potrebbe essere un bisogno di movimento che, se soddisfatto, lo aiuta poi a concentrarsi.
Non si tratta di togliere tutti gli stimoli che lo disturbano o di dargli tutti quelli che cerca. Si tratta di capire di cosa ha bisogno per stare bene e per poter imparare, e di organizzare l'ambiente di conseguenza, insieme a chi lo segue.
Se il tuo bambino ha momenti di crisi che ti sembrano legati a questo, ne ho parlato in modo approfondito in Perché mio figlio esplode.
Come si valuta
Il profilo sensoriale si valuta con questionari compilati dai genitori e, a volte, dagli insegnanti, oltre che con l'osservazione diretta. Se nel referto di tuo figlio c'è una sezione su questo, ora hai qualche strumento in più per leggerla. Se non c'è e pensi che sia un aspetto importante, puoi chiedere a chi lo segue se ha senso approfondirlo.
Materiali pensati per profili diversi
Nel catalogo ho raccolto giochi e materiali pensati proprio in base a queste differenze. Per un bambino che cerca stimolazione possono essere utili materiali da manipolare, da schiacciare, su cui saltare o dondolarsi. Per un bambino che tende a evitare, materiali da esplorare con gradualità e a distanza, e oggetti che aiutano a regolarsi, come le cuffie antirumore o gli angoli morbidi.
Trovi tutto nella sezione Sensoriali. Il mio consiglio è di scegliere sempre insieme al terapista che segue tuo figlio, che conosce il suo profilo e può dirti cosa usare, come e quando.
Questo articolo è stato scritto a scopo informativo e non sostituisce il parere di un professionista. I materiali proposti non sono terapie: sono strumenti da usare all'interno di un percorso seguito da professionisti.