Da quando è iniziato il percorso di tuo figlio, hai incontrato più professionisti di quanti ne avessi mai visti in vita tua. Ognuno con un titolo diverso, ognuno che ti dice una cosa un po' diversa. E a un certo punto ti chiedi: ma chi è che si occupa di cosa?
Provo a fare un po' di ordine. Ogni servizio si organizza a modo suo, quindi prendi questa come una mappa generale.
Il pediatra
È il tuo primo riferimento, prima e dopo la diagnosi. Segue la salute generale del bambino, fa gli screening durante i bilanci di salute e ti invia agli specialisti quando serve. Anche dopo la diagnosi resta una figura importante, perché conosce il bambino nel suo insieme.
Il neuropsichiatra infantile
È un medico specializzato nello sviluppo neurologico e psichico dei bambini e degli adolescenti. Di solito è la figura che coordina la valutazione e che formula la diagnosi, integrando il lavoro degli altri professionisti. Può prescrivere esami e, quando necessario, farmaci. Spesso è anche il riferimento per le certificazioni.
Lo psicologo
Nel percorso diagnostico si occupa, tra le altre cose, delle valutazioni con test standardizzati: lo sviluppo cognitivo, il profilo adattivo, l'osservazione strutturata del comportamento e della comunicazione. Lavora insieme al neuropsichiatra per costruire il quadro. Dopo la diagnosi può seguire il bambino, sostenere i genitori o coordinare interventi di tipo comportamentale.
Questo è il mio ruolo, e ti assicuro che una buona parte del mio lavoro consiste nel parlare con i genitori, non solo nel fare test.
Il logopedista
Si occupa della comunicazione in senso ampio: il linguaggio parlato, la comprensione, ma anche la comunicazione non verbale, la deglutizione e l'alimentazione in alcuni casi. Nei bambini che non parlano o parlano poco, può introdurre forme di comunicazione aumentativa e alternativa (CAA), cioè strumenti come immagini o comunicatori che aiutano il bambino a esprimersi.
Il neuropsicomotricista (TNPEE)
Il terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva lavora sul movimento, sulla coordinazione, sull'organizzazione del corpo nello spazio, ma anche sul gioco e sulla relazione, usando il corpo come canale principale. È una figura molto presente nei servizi italiani per i bambini piccoli.
Il terapista occupazionale
Si occupa delle attività della vita quotidiana: vestirsi, mangiare, usare le mani in modo preciso, partecipare alle attività di casa e scuola. È spesso coinvolto quando ci sono difficoltà legate all'elaborazione sensoriale.
L'educatore professionale
Lavora sulle autonomie, sul gioco, sulle competenze sociali, spesso nei contesti di vita del bambino. Può affiancare la famiglia e la scuola nel generalizzare quello che il bambino impara in terapia.
Il professionista ABA
L'analisi applicata del comportamento (ABA) è un approccio usato negli interventi per l'autismo, che lavora sull'insegnamento di nuove abilità e sulla comprensione dei comportamenti. Può essere applicato da diverse figure, spesso organizzate in équipe con un supervisore e dei tecnici che lavorano direttamente con il bambino.
In Italia non esiste una professione sanitaria specifica "ABA", e le certificazioni sono diverse. Il consiglio che do sempre ai genitori è chiedere quale formazione ha chi segue il bambino, chi supervisiona il lavoro e ogni quanto, e come vengono definiti e misurati gli obiettivi. Un buon professionista risponde volentieri a queste domande.
L'insegnante di sostegno
A scuola è la figura assegnata alla classe per favorire l'inclusione del bambino. Lavora insieme agli insegnanti curricolari e, idealmente, è in contatto con chi segue il bambino fuori dalla scuola.
Chi tiene insieme tutto?
Idealmente, il servizio che ha in carico il bambino. Nella pratica, molto spesso, sei tu. Non è giusto che il peso ricada sulle famiglie, ma è una realtà che conosco bene. Qualche consiglio per renderlo più gestibile: tieni tutti i documenti in un'unica cartella, chiedi ai professionisti di parlarsi tra loro quando possibile, e non avere paura di chiedere a ciascuno "quali sono gli obiettivi su cui state lavorando?". Se le risposte vanno in direzioni diverse, è il momento di chiedere un incontro insieme.
Questo articolo è stato scritto a scopo informativo. Ruoli e organizzazione dei servizi possono variare tra regioni e strutture.