Tua figlia a scuola va bene, ha qualche amica, le maestre dicono che è brava e tranquilla. Ma a casa crolla, ogni giorno. Ha interessi intensissimi, fatica con i cambiamenti, e tu senti che c'è qualcosa che nessuno sembra vedere.
Più maschi o più diagnosi nei maschi?
Per molto tempo si è pensato che l'autismo riguardasse soprattutto i maschi. Oggi sappiamo che i maschi con diagnosi sono effettivamente di più, ma che una parte di questa differenza dipende dal fatto che nelle bambine l'autismo viene riconosciuto meno spesso, o più tardi.
Il motivo principale è che la nostra idea di autismo, e anche molti strumenti di valutazione, si sono costruiti soprattutto osservando i maschi. Quando una bambina si presenta in modo diverso da quel modello, il rischio è che le sue difficoltà vengano lette in altro modo.
Come può presentarsi in modo diverso
Ogni bambina è diversa, e quello che segue non è un elenco di segnali da cercare. È un modo per spiegarti perché a volte le cose sfuggono.
Molte bambine autistiche, soprattutto quelle con buone capacità linguistiche, imparano a osservare le altre e a imitarne i comportamenti sociali. Guardano come si comportano le compagne e le "copiano", a volte con grande fatica. Questo fenomeno si chiama spesso mascheramento o camouflage. Da fuori la bambina sembra adattata, ma lo sforzo è enorme, e spesso emerge a casa, dove si sente al sicuro: stanchezza, crisi, bisogno di stare sola.
Gli interessi intensi, poi, possono riguardare argomenti che non attirano l'attenzione degli adulti perché sembrano "normali" per una bambina: animali, personaggi, libri, cavalli. Quello che fa la differenza non è l'argomento, ma l'intensità e il modo.
Anche le difficoltà relazionali possono essere più sottili. Magari c'è un'amica del cuore, ma il rapporto è molto rigido o dipendente. Magari la bambina segue il gruppo senza davvero sentirsene parte.
Cosa succede quando non viene riconosciuto
Quando l'autismo non viene riconosciuto, la bambina non smette di avere delle difficoltà. Spesso le vengono attribuite altre spiegazioni: timidezza, ansia, carattere difficile. E a volte, crescendo, possono effettivamente comparire ansia o altre difficoltà emotive, anche come conseguenza di anni passati a sforzarsi di essere come le altre senza capire perché fosse così faticoso.
Un riconoscimento corretto, anche se arriva più tardi, può essere molto importante. Dà un senso a molte esperienze, per la bambina e per la famiglia, e permette di trovare il supporto giusto.
Se hai un dubbio
Se hai la sensazione che tua figlia fatichi più di quanto si veda, e soprattutto se questa fatica emerge in modo intenso a casa, parlane con il pediatra o chiedi una valutazione presso la Neuropsichiatria Infantile. Racconta quello che vedi tu, anche se a scuola dicono che va tutto bene. Racconta anche la stanchezza, le crisi dopo la scuola, gli interessi. Sono informazioni importanti proprio perché sono quelle che fuori non si vedono.
Non serve essere sicuri per chiedere. Serve solo il dubbio.
Questo articolo è stato scritto a scopo informativo e non sostituisce il parere di un professionista. Non è uno strumento per valutare lo sviluppo di tua figlia. Se hai dubbi, rivolgiti al pediatra o al servizio di Neuropsichiatria Infantile della tua ASL.