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Mio figlio mette i giochi in fila: cosa può significare e quando parlarne con il pediatra

Le macchinine in fila sul tappeto, i cubi ordinati per colore. È una fase normale o è un segnale? Cosa guardare e quando parlarne con il pediatra.

Le macchinine in fila sul tappeto, perfettamente allineate. I cubi ordinati per colore. E guai a spostarne uno. Ti sembra un gioco strano e ti chiedi se sia normale.

Mettere in ordine è una tappa dello sviluppo

Allineare, impilare, ordinare, raggruppare: sono cose che fanno quasi tutti i bambini piccoli, in una certa fase. È il loro modo di esplorare le caratteristiche degli oggetti, di scoprire che una cosa può stare accanto a un'altra, che ci sono cose uguali e cose diverse. In un certo senso è una forma di pensiero: stanno "studiando" il mondo.

Molti bambini, poi, amano l'ordine e la prevedibilità, e si innervosiscono se qualcuno rovina la loro costruzione. Anche questo, di per sé, è comprensibilissimo. Capita anche a noi adulti.

Cosa fa la differenza

Quello che un professionista guarda non è se il bambino allinea i giochi, ma come questo si inserisce nel suo modo di giocare in generale.

Un bambino che allinea le macchinine, ma che in altri momenti le fa anche correre, fa "brum brum", le fa scontrare ridendo e ti coinvolge nel gioco, sta semplicemente attraversando una fase. Il gioco si evolve, cambia, si arricchisce.

Diverso è quando mettere in fila diventa quasi l'unico modo di usare i giochi, quando dura a lungo senza cambiare, quando il bambino sembra molto assorbito e difficilmente raggiungibile mentre lo fa, o quando una piccola interruzione provoca una reazione di angoscia molto intensa. In questi casi il comportamento, da solo, non dice ancora nulla di preciso, ma merita uno sguardo più attento insieme al resto dello sviluppo.

Non trasformarlo in un test

So che dopo aver letto queste righe potresti essere tentato di "osservare" tuo figlio mentre gioca, cercando di capire da che parte sta. Ti chiedo di non farlo. Da genitore è quasi impossibile essere obiettivi, e il rischio è di passare le giornate a controllarlo invece che a giocare con lui.

Fai piuttosto il contrario: siediti accanto a lui e entra nel suo gioco. Passagli una macchinina da aggiungere alla fila. Commenta quello che fa. Il gioco condiviso fa bene a qualunque bambino, qualunque sia il suo modo di giocare.

Quando parlarne con il pediatra

Se ti sembra che il modo di giocare di tuo figlio sia molto ripetitivo e poco vario, se questo ti preoccupa da tempo, o se ci sono altri aspetti del suo sviluppo che ti fanno sorgere dubbi (come comunica, come ti cerca, come risponde quando lo chiami) parlane con il pediatra. Raccontagli come gioca, anche con esempi concreti: è un'informazione molto utile.

Non serve essere sicuri per chiedere. Serve solo il dubbio.


Questo articolo è stato scritto a scopo informativo e non sostituisce il parere di un professionista. Non è uno strumento per valutare lo sviluppo del tuo bambino. Se hai dubbi, rivolgiti al pediatra.

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📖 Fonti e Riferimenti

  • Watt, N. et al. (2008). Repetitive and Stereotyped Behaviors in Children with Autism Spectrum Disorders in the Second Year of Life. Journal of Autism and Developmental Disorders, 38(8)
  • Leekam, S.R. et al. (2011). Restricted and Repetitive Behaviors in Autism Spectrum Disorders: A Review of Research in the Last Decade. Psychological Bulletin, 137(4)