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Mio figlio sbatte le mani quando è emozionato: cosa può significare e quando parlarne con il pediatra

Questo articolo è stato scritto a scopo informativo e non sostituisce il parere di un professionista. Non è uno strumento per valutare lo sviluppo del tuo…

Arriva il cartone preferito, o vede il nonno dalla finestra, e le sue mani iniziano a muoversi velocissime, come ali. A volte salta anche sul posto. Ti fa sorridere, ma qualcuno ti ha detto che "è un segnale" e ora non sei più tranquillo.

Il corpo che parla

Molti bambini piccoli esprimono le emozioni forti con tutto il corpo. Saltano, battono le mani, agitano le braccia, strillano. Il linguaggio per dire "sono felicissimo!" non c'è ancora, oppure non basta, e allora l'emozione esce dal corpo. Questo movimento delle mani, che in inglese si chiama "flapping", è molto comune nei primi anni e spesso diminuisce da solo crescendo.

Anche gli adulti, a pensarci bene, hanno i loro gesti ripetuti: tamburellare con le dita, dondolare la gamba, giocherellare con una penna. Sono modi per gestire l'emozione, l'attesa, la concentrazione.

Quando e perché si approfondisce

Il movimento delle mani, da solo, non indica autismo. Il professionista lo considera come un pezzo di un quadro più ampio. Si chiede, per esempio, quanto spesso succede, se compare solo nei momenti di forte emozione o anche in altri momenti, se il bambino sembra "assorbito" dal movimento, se ci sono altri movimenti ripetuti, e soprattutto come vanno le altre aree: come comunica, come condivide le sue emozioni con te, come gioca.

Un bambino che sfarfalla le mani quando è felice, e subito dopo ti guarda per condividere la sua gioia, sta facendo una cosa molto diversa da quella che il professionista va a cercare.

Se anche fosse parte di un quadro più ampio

Voglio dirti una cosa che vale in ogni caso. Anche nei bambini con autismo, questi movimenti ripetitivi non sono qualcosa da "eliminare". Spesso hanno una funzione precisa: aiutano il bambino a regolarsi, a scaricare l'emozione, a gestire momenti di sovraccarico. Fermargli le mani non lo aiuta, e rischia di togliergli uno strumento che gli serve.

Il lavoro dei professionisti, quando serve, è semmai capire cosa comunicano questi movimenti e intervenire solo se interferiscono con qualcosa di importante, come l'apprendimento o la sicurezza.

Quando parlarne con il pediatra

Se i movimenti ripetitivi di tuo figlio sono molto frequenti, se non diminuiscono crescendo, se compaiono anche fuori dai momenti di emozione, o se hai altri dubbi sul suo sviluppo, parlane con il pediatra. Se riesci, fai un breve video: può aiutare il medico a vedere quello che a volte in ambulatorio non succede.

Non serve essere sicuri per chiedere. Serve solo il dubbio.


Questo articolo è stato scritto a scopo informativo e non sostituisce il parere di un professionista. Non è uno strumento per valutare lo sviluppo del tuo bambino. Se hai dubbi, rivolgiti al pediatra.