Lo vedi attraversare il corridoio sulle punte, leggero come una ballerina. All'inizio ti faceva tenerezza, poi hai letto qualcosa online e ora ti chiedi se debba preoccuparti.
Un'abitudine molto comune
Camminare sulle punte è frequentissimo nei bambini che hanno appena imparato a camminare. Molti lo fanno per mesi, a volte fino ai due o tre anni, e poi smettono da soli, senza che ci sia nessun problema dietro. Per i medici esiste addirittura un nome per questa situazione: camminata sulle punte "idiopatica", cioè senza una causa specifica.
Quindi, prima di tutto: un bambino che cammina sulle punte è, nella grande maggioranza dei casi, semplicemente un bambino che cammina sulle punte.
Le possibili spiegazioni
Quando questa abitudine continua nel tempo, le spiegazioni possono essere diverse, e molte non hanno nulla a che fare con lo sviluppo della comunicazione. Il tendine d'Achille, per esempio, può essere un po' più corto o rigido del normale, e rendere scomodo appoggiare il tallone. In altri casi possono esserci aspetti muscolari o neurologici che un medico deve valutare.
Alcuni bambini, poi, camminano sulle punte per ragioni legate a come percepiscono le sensazioni: a volte cercano più stimolazione dal piede, a volte evitano il contatto pieno con certe superfici. Questo può capitare in bambini con profili sensoriali particolari, compresi alcuni bambini con autismo, ma anche in molti bambini che non hanno nessuna diagnosi.
Per questo la camminata sulle punte, da sola, non indica autismo. Ed è anche per questo che non ha senso cercare di capire il motivo da soli.
Cosa guarda il professionista
Un medico, di fronte a un bambino che cammina sulle punte, vorrà sapere se riesce ad appoggiare il tallone quando glielo chiedi o quando sta fermo, se lo fa sempre o solo in certi momenti, se lo fa con entrambi i piedi o con uno solo, da quanto tempo succede, e se ci sono altri aspetti dello sviluppo che ti preoccupano.
Un bambino che cammina sulle punte con un solo piede, che non riesce proprio ad appoggiare il tallone, o che sembra rigido o inciampa spesso, merita una valutazione in tempi brevi, perché potrebbe esserci una questione ortopedica o neurologica.
Se invece la camminata sulle punte è solo una parte di un quadro in cui ci sono altri dubbi (su come comunica, su come gioca, su come si relaziona) il pediatra valuterà se è il caso di approfondire anche lo sviluppo in generale.
Quando parlarne con il pediatra
Se tuo figlio continua a camminare sulle punte dopo i tre anni, se lo fa sempre, se lo fa con un piede solo o se non riesce ad appoggiare il tallone, parlane con il pediatra. E se hai anche altri dubbi sul suo sviluppo, raccontaglieli tutti insieme: aiuta il medico a vedere il quadro completo.
Non serve essere sicuri per chiedere. Serve solo il dubbio.
Questo articolo è stato scritto a scopo informativo e non sostituisce il parere di un professionista. Non è uno strumento per valutare lo sviluppo del tuo bambino. Se hai dubbi, rivolgiti al pediatra.