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La camera da letto e le abitudini che aiutano a dormire

A volte il problema non è la routine, ma quello che c'è intorno al bambino mentre prova a dormire: la stanza, le associazioni del sonno, le abitudini della giornata.

Hai costruito una bella routine, la segui tutte le sere, eppure il sonno non arriva. A volte il problema non è quello che succede prima di andare a letto, ma quello che c'è intorno al bambino mentre prova a dormire, e le piccole abitudini della giornata che, senza accorgercene, remano contro.

Questo articolo fa parte di una serie sul sonno. Se non l'hai ancora fatto, parti da Mio figlio non dorme.

Una stanza pensata per dormire

La camera dovrebbe "parlare" di sonno. Più è associata solo al dormire, più il corpo impara che lì si riposa.

Il buio. La luce, anche quella dei lampioni o del corridoio, può disturbare molto. Tende oscuranti possono aiutare. Se il bambino ha paura del buio, meglio una piccola luce notturna calda e fioca che una luce accesa.

I rumori. Alcuni bambini si svegliano a ogni rumore di casa. Un rumore bianco costante, a volume basso, può coprire i suoni improvvisi. Per altri, invece, qualsiasi suono è di troppo: dipende dal profilo del bambino.

La temperatura. Una stanza fresca aiuta ad addormentarsi. Troppo caldo è uno dei motivi più comuni di sonno agitato.

Meno stimoli. Giochi rumorosi, schermi, oggetti colorati e luminosi in vista rendono più difficile staccare. Se possibile, i giochi preferiti "dormono" in un'altra stanza o in una scatola chiusa.

Il profilo sensoriale conta, anche di notte

Per un bambino molto sensibile agli stimoli, la camera può essere piena di piccoli fastidi che noi non notiamo. Il pigiama con l'etichetta che gratta, le lenzuola ruvide, la coperta troppo leggera o troppo pesante, il ticchettio di un orologio.

Prova a osservare la stanza "con i suoi occhi" e le sue orecchie. Pigiami senza etichette e senza cuciture in rilievo, lenzuola della consistenza che preferisce, e un ambiente il più possibile prevedibile possono fare più di quanto pensi. Se vuoi approfondire come funziona il profilo sensoriale, ne ho parlato in Il profilo sensoriale spiegato ai genitori.

Alcuni bambini che cercano pressione e contenimento si rilassano con coperte più pesanti, o in spazi piccoli e raccolti, come una tenda intorno al letto. Sono soluzioni che possono funzionare, ma vanno scelte insieme a chi conosce il bambino, e le coperte pesanti non sono adatte ai bambini molto piccoli.

Le "associazioni del sonno"

Tutti noi abbiamo qualcosa che ci aiuta a passare dalla veglia al sonno: il nostro cuscino, un certo lato del letto, un rumore di fondo. Sono le associazioni del sonno. E sono importanti per un motivo in particolare: durante la notte tutti ci svegliamo brevemente più volte. Se al risveglio ritroviamo le stesse condizioni in cui ci siamo addormentati, ci riaddormentiamo senza nemmeno accorgercene. Se invece qualcosa manca, iniziamo a cercarlo.

Ecco perché alcune associazioni aiutano e altre, pur comprensibili, creano problemi. Un peluche, una copertina, una piccola luce, un rumore bianco sono associazioni "comode": restano lì tutta la notte e il bambino può ritrovarle da solo. Addormentarsi in braccio, cullato, con il genitore sdraiato accanto, davanti alla TV o sul divano sono associazioni che non restano: quando il bambino si sveglia di notte non le ritrova, e ti chiama.

Non si tratta di togliere tutto dall'oggi al domani. Si tratta, gradualmente, di sostituire le associazioni che dipendono da te con altre che il bambino può gestire da solo. Quali interventi può proporti un professionista per farlo in modo graduale lo spiego in Si sveglia di notte o non vuole stare nel letto.

Un consiglio pratico: se possibile, scegli oggetti che si possono portare con sé, come un peluche o un cuscino, così da aiutare il bambino a dormire anche fuori casa, dai nonni o in vacanza.

Le abitudini della giornata

Il sonno si prepara anche durante il giorno. Alcune cose aiutano, altre lo rendono più difficile.

Cosa aiuta. Muoversi e stare all'aria aperta durante il giorno, ma non a ridosso della sera. Un momento di calma prima della routine. Uno spuntino leggero se il bambino ha fame, perché andare a letto con lo stomaco vuoto non aiuta, così come andarci troppo pieni.

Cosa ostacola. Tablet, telefono e TV nell'ultima ora prima di dormire, perché la luce degli schermi e i contenuti stimolanti tengono sveglio il cervello. Bevande con caffeina, come alcune bibite gassate o il tè. Troppi liquidi nell'ora e mezza prima di andare a letto, che possono causare risvegli per fare pipì. Sonnellini lunghi o troppo tardi nel pomeriggio, soprattutto nei bambini più grandi. Addormentarsi fuori dal letto, sul divano o in macchina, per poi essere spostati.

Il letto serve per dormire. Giocare, guardare video o fare i compiti nel letto indebolisce il legame tra letto e sonno. Se possibile, il letto dovrebbe essere il posto dove si va solo per dormire.

E le stereotipie?

Alcuni bambini, una volta a letto, si dondolano, fanno suoni o movimenti ripetuti che li tengono svegli. Queste attività spesso servono a regolarsi, e non vanno impedite. Può aiutare, però, lasciare al bambino tempo e spazio per farle prima di andare a letto, in un momento della sera dedicato, così che arrivi al letto più scarico.

Quando i cambiamenti non bastano

Stanza, abitudini e routine sono la base, e per molti bambini fanno già una grande differenza. Per altri, soprattutto quando ci sono risvegli frequenti o difficoltà a restare nel letto, serve un lavoro più mirato con un professionista. Nell'ultimo articolo della serie ti spiego quali interventi può proporti: Si sveglia di notte o non vuole stare nel letto: gli interventi che possono aiutare.

Nella sezione Sensoriali trovi alcuni materiali che possono aiutare a rendere la stanza più adatta al tuo bambino. Scegli sempre insieme a chi lo segue, partendo da quello che osservi di lui.


Questo articolo è stato scritto a scopo informativo e non sostituisce il parere di un professionista. Ogni bambino è diverso: concorda sempre le modifiche con chi segue tuo figlio.

📖 Fonti e Riferimenti

  • Mindell, J.A. & Williamson, A.A. (2018). Benefits of a Bedtime Routine in Young Children. Sleep, 41(9)
  • Reynolds, A.M. & Malow, B.A. (2011). Sleep and Autism Spectrum Disorders. Pediatric Clinics of North America, 58(3)