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La routine della nanna: come costruirla passo per passo

Per molti bambini autistici il passaggio dal giorno alla notte è uno dei momenti più difficili. Una buona routine, costruita con metodo, può fare una grande differenza.

Cena, un po' di gioco, poi "adesso a letto!". E lì comincia la battaglia. Per molti bambini, e per quelli autistici in particolare, il passaggio dal giorno alla notte è uno dei momenti più difficili della giornata. Una buona routine può fare una grande differenza.

Se non l'hai ancora letto, ti consiglio di partire da Mio figlio non dorme, dove spiego perché il sonno è così spesso difficile e come escludere eventuali cause mediche.

Primo passo: l'orario giusto

Prima ancora della routine, conta l'orario. Mettere a letto un bambino che non ha ancora sonno significa prepararlo a restare sveglio a lungo nel letto, e il letto rischia di diventare il posto dove ci si agita invece che il posto dove si dorme.

Qualche principio utile. Ogni età ha un suo fabbisogno di sonno: indicativamente, tra 11 e 14 ore al giorno tra uno e due anni, tra 10 e 13 ore tra tre e cinque anni, tra 9 e 11 ore in età scolare. Sono medie, e ogni bambino ha le sue.

Poi ci sono i momenti della sera in cui il bambino si addormenta più facilmente e altri in cui, anche se è stanco, proprio non ci riesce. Il diario del sonno ti aiuta a riconoscerli: se vedi che si addormenta sempre intorno alle 21:30, metterlo a letto alle 20:00 probabilmente non serve.

Infine, stare troppo a lungo a letto, per esempio con sonnellini lunghi o risvegli molto tardivi, rende più difficile addormentarsi la notte successiva.

Se l'orario attuale è molto lontano da quello che vorresti, non cambiarlo tutto in una volta. Gli spostamenti si fanno gradualmente, ed è un lavoro che conviene impostare insieme a chi segue il bambino.

Secondo passo: la routine

Una routine della nanna è una sequenza di attività tranquille, sempre uguali, che accompagnano il bambino verso il sonno. Funziona perché rende la sera prevedibile: il bambino sa cosa succederà dopo, e ogni passaggio diventa un segnale che il sonno si sta avvicinando. Per un bambino che ha bisogno di sapere cosa lo aspetta, questo è rassicurante.

Qualche indicazione per costruirla:

Poche attività, sempre nello stesso ordine. Di solito da cinque a sette attività, per una durata complessiva di circa mezz'ora, quaranta minuti. Per esempio: bagnetto, pigiama, denti, un bicchiere d'acqua, il libro, la luce che si abbassa, la buonanotte.

Dall'attivo al tranquillo. Le attività più movimentate vanno all'inizio, quelle più calme alla fine. Lo stesso vale per l'ambiente: le luci si abbassano man mano, i rumori si riducono.

Inizia poco prima di andare a letto. La routine deve portare direttamente al letto. Se tra la fine della routine e il momento in cui si spegne la luce passa un'ora, perde il suo effetto.

Tutte le sere uguale. La coerenza è la chiave. Stessa sequenza, stesse parole, stesso finale. Anche nei weekend, per quanto possibile, e anche quando è un altro adulto a metterlo a letto.

Qualche piccola scelta. Lasciare al bambino qualche scelta dentro la routine, come quale pigiama mettere o quale peluche portare a letto, gli dà un senso di controllo e rende più facile collaborare.

Accompagna ogni passaggio. Quando un'attività finisce, fagli notare con semplicità che è andata bene e che si passa alla successiva.

Rendere la routine visibile

Per molti bambini autistici vedere è più facile che ascoltare. Una piccola agenda visiva con le immagini dei passaggi della nanna, appesa in bagno o in camera, aiuta il bambino a sapere cosa succede e cosa manca alla fine. Può essere fatta con foto vere dei vostri oggetti o con dei simboli.

Anche un timer visivo può aiutare, per esempio per indicare quanto manca alla fine del gioco prima del bagnetto.

Due cose da evitare

Non insegnare cose nuove all'ora di andare a letto. La sera non è il momento per esercitarsi, fare richieste impegnative o introdurre novità. La routine deve essere fatta di cose che il bambino sa già fare e che lo tranquillizzano.

Non trasformare la sera in una lotta. Rimproveri, punizioni e minacce al momento di andare a letto aumentano la tensione, e un bambino teso fa ancora più fatica ad addormentarsi. Se la sera è diventata una battaglia, è il segnale che serve un aiuto per impostare le cose in modo diverso.

Dare la buonanotte alle cose che ama

Un trucco che funziona con molti bambini: se c'è un'attività di cui non vuole proprio fare a meno, come il tablet, un gioco o un movimento che lo rilassa, lascia che ci sia tempo per farla prima di iniziare la routine, non dopo. E rendi il distacco parte della routine: "diamo la buonanotte all'iPad", "i giochi vanno a dormire nella loro scatola". Così il bambino non va a letto con la sensazione che qualcosa di bello gli sia stato tolto all'improvviso.

Serve tempo

Una routine nuova non funziona dalla prima sera. Servono almeno un paio di settimane di costanza prima di valutare se sta funzionando. Continua a compilare il diario del sonno: ti aiuterà a vedere i progressi, anche piccoli.

E se dopo qualche settimana non vedi miglioramenti, non vuol dire che hai sbagliato. A volte la routine da sola non basta, e serve lavorare anche su altri aspetti, che trovi negli altri articoli della serie:


Questo articolo è stato scritto a scopo informativo e non sostituisce il parere di un professionista. Ogni bambino è diverso: concorda sempre le modifiche alla routine con chi segue tuo figlio.

📖 Fonti e Riferimenti

  • Mindell, J.A. et al. (2006). Behavioral Treatment of Bedtime Problems and Night Wakings in Infants and Young Children. Sleep, 29(10)
  • Hirshkowitz, M. et al. (2015). National Sleep Foundation's sleep time duration recommendations. Sleep Health, 1(1)