📋FamigliaPercorso Diagnostico3 min di lettura

L'M-CHAT è risultato positivo: cosa significa e cosa succede adesso

Questo articolo è stato scritto a scopo informativo e non sostituisce il parere di un professionista. Se hai dubbi sul risultato di uno screening,…

Al bilancio di salute il pediatra ti ha dato un questionario da compilare. Poche domande, a cui hai risposto sì o no. Poi ti ha detto che "è risultato positivo" e che conviene approfondire. Da quel momento, nella tua testa c'è solo una parola.

Cos'è l'M-CHAT

L'M-CHAT è un questionario di screening pensato per i bambini tra i 16 e i 30 mesi circa. Lo compila il genitore, rispondendo a domande su comportamenti quotidiani: se il bambino indica, se ti guarda, se ti porta le cose, se imita, se risponde al nome.

La parola chiave è screening. Uno screening non è una diagnosi. È un filtro, costruito apposta per essere "largo": deve intercettare il maggior numero possibile di bambini che potrebbero avere bisogno di un approfondimento, anche a costo di segnalarne alcuni che poi non hanno nessuna difficoltà.

Cosa vuol dire "positivo"

Vuol dire che alcune risposte meritano di essere approfondite. Non vuol dire che tuo figlio ha l'autismo.

Molti bambini con un risultato positivo, dopo la valutazione, non ricevono nessuna diagnosi di autismo. Alcuni hanno altre difficoltà dello sviluppo, per esempio nel linguaggio, che è comunque importante aver individuato. Altri, semplicemente, stanno bene.

Il passaggio che spesso si salta: il colloquio di approfondimento

L'M-CHAT prevede, nei casi in cui il punteggio è intermedio, una seconda fase: un breve colloquio in cui il professionista riprende con te le domande a cui hai risposto in modo "a rischio" e ti chiede esempi concreti. Spesso succede che una risposta data di fretta, o una domanda capita in modo diverso, venga chiarita proprio qui.

Se il tuo pediatra non te l'ha proposto, puoi chiedere se è stato fatto o se è possibile farlo.

Perché non conviene rifarlo da soli

Online trovi l'M-CHAT e tanti questionari simili. Capisco la tentazione di compilarlo di nuovo, magari rispondendo "con più attenzione". Ti sconsiglio di farlo. Il risultato che otterrai dipenderà molto da come ti senti in quel momento, e non ti darà nessuna risposta in più. Anzi, rischia di confonderti ancora di più.

Cosa succede adesso

Di solito il pediatra ti invia alla Neuropsichiatria Infantile della tua ASL per una valutazione. Lì il bambino verrà osservato da professionisti, e con te verrà fatto un colloquio approfondito sulla sua storia e sul suo sviluppo. Solo alla fine di questo percorso si potrà dire se c'è qualcosa e cosa.

Nel frattempo, mettiti in lista il prima possibile, anche se l'attesa ti sembra lunga. E vivi il tuo bambino come facevi ieri: è esattamente lo stesso bambino di prima del questionario.

Se vuoi sapere nel dettaglio come funziona la valutazione, l'ho spiegato qui: Come si fa una diagnosi di autismo.

E se lo screening era negativo, ma tu hai dei dubbi?

Anche questo può succedere. Lo screening può sbagliare in entrambe le direzioni. Se il questionario è risultato negativo ma a te il dubbio resta, parlane comunque con il pediatra.

Non serve essere sicuri per chiedere. Serve solo il dubbio.


Questo articolo è stato scritto a scopo informativo e non sostituisce il parere di un professionista. Se hai dubbi sul risultato di uno screening, rivolgiti al pediatra che lo ha somministrato.