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Le parole del referto: piccolo glossario per genitori

Questo glossario ha scopo informativo e non sostituisce il parere di un professionista. I termini possono essere usati in modo leggermente diverso nei…

Nel referto di tuo figlio c'è una parte scritta in prosa, l'osservazione clinica, che descrive come si è comportato durante la valutazione. È la parte più preziosa, ma è anche piena di termini tecnici. Qui trovi i più frequenti, spiegati in parole semplici.

Se stai cercando come leggere i punteggi e la diagnosi, ne ho parlato in Come leggere il referto di una valutazione per l'autismo.

Lo sguardo e l'attenzione

Contatto oculare. Il modo in cui il bambino usa lo sguardo con le persone. Il referto non guarda solo se ti guarda, ma quando e perché: per chiederti qualcosa, per condividere, per controllare la tua reazione.

Sguardo referenziale. Quando il bambino guarda te, poi un oggetto, poi di nuovo te, come per dire "hai visto?". È uno dei modi più precoci di condividere un'esperienza.

Attenzione congiunta. La capacità di condividere con un'altra persona l'attenzione verso qualcosa. Può essere seguire con lo sguardo quello che indichi tu (rispondere all'attenzione congiunta) o richiamare la tua attenzione su qualcosa che interessa a lui (iniziarla).

Risposta al nome. Se e come il bambino si orienta verso chi lo chiama.

La comunicazione

Pointing (indicare). Usare il dito per indicare. Il referto può distinguere tra indicare per chiedere ("voglio quello") e indicare per mostrare ("guarda!"). Il secondo è più legato alla condivisione sociale.

Uso strumentale dell'adulto. Quando il bambino prende la tua mano e la porta verso ciò che vuole, come se fosse uno strumento, invece di chiedere, indicare o guardarti.

Richiesta spontanea. Quando il bambino chiede qualcosa di sua iniziativa, senza che qualcuno gli suggerisca la parola o il gesto.

Ecolalia. Ripetere parole o frasi sentite. È immediata quando ripete subito quello che ha appena sentito, differita quando ripete frasi sentite tempo prima, per esempio battute di cartoni o frasi degli adulti. Spesso ha una funzione: può servire a chiedere, a rispondere, a calmarsi.

Inversione pronominale. Parlare di sé in seconda o terza persona, per esempio "vuoi l'acqua?" per dire "voglio l'acqua". È spesso legata all'ecolalia.

Prosodia. La "musica" del parlato: intonazione, ritmo, volume. Il referto può descriverla come particolare, per esempio cantilenante o monotona.

Reciprocità conversazionale. La capacità di mantenere uno scambio a turni: rispondere, fare domande, restare sull'argomento dell'altro.

Comprensione contestuale. Capire le frasi quando sono aiutate dalla situazione (per esempio "prendi le scarpe" mentre ci si prepara per uscire). La comprensione decontestualizzata è capire le stesse richieste senza questi aiuti.

Il gioco

Gioco sensoriale o esplorativo. Usare gli oggetti per le sensazioni che danno: guardarli da vicino, farli girare, metterli in bocca, toccarli.

Esplorazione prossimale. Esplorare gli oggetti soprattutto con i sensi "vicini", come il tatto, il gusto e l'olfatto, invece che guardandoli e usandoli.

Gioco funzionale. Usare un oggetto per quello a cui serve: far correre una macchinina, mettere il cucchiaio nella tazza.

Gioco simbolico (o di finzione). Il "far finta": dare da mangiare a una bambola, usare un bastoncino come se fosse un telefono.

Gioco ripetitivo. Ripetere la stessa azione con i giochi per lungo tempo e con poche variazioni.

Gioco parallelo e cooperativo. Nel primo il bambino gioca accanto a un altro, senza interagire molto. Nel secondo gioca insieme, con uno scopo comune.

Imitazione. La capacità di riprodurre azioni, gesti o suoni dell'altro. È un canale fondamentale per imparare.

Comportamenti e interessi

Stereotipie motorie. Movimenti ripetuti come sbattere le mani, dondolarsi, girare su se stessi. Spesso hanno una funzione di autoregolazione.

Manierismi. Movimenti particolari e ripetuti, spesso delle mani o delle dita.

Interessi ristretti. Interessi molto intensi e focalizzati su argomenti o oggetti specifici.

Rigidità (o insistenza sulla stessa cosa). Difficoltà ad accettare cambiamenti nelle routine, negli oggetti, nei percorsi.

Ricerca e evitamento sensoriale. Il bambino cerca attivamente certe sensazioni, oppure cerca di evitarle. Ne ho parlato in Il profilo sensoriale spiegato ai genitori.

Regolazione emotiva. La capacità di gestire le emozioni intense e di tornare a uno stato di calma, da solo o con l'aiuto dell'adulto.

Un ultimo consiglio

Se nel referto trovi una parola che non capisci, e non è in questo elenco, chiedila a chi l'ha scritto. Un buon professionista è sempre contento di spiegare. Il referto è stato scritto per te, e hai tutto il diritto di capirlo fino in fondo.


Questo glossario ha scopo informativo e non sostituisce il parere di un professionista. I termini possono essere usati in modo leggermente diverso nei vari servizi.