🥗Percorso GuidatoL'Alimentazione6 min di lettura

Perché l'alimentazione conta così tanto (e cosa succede quando la dieta è troppo ristretta)

Il peso sulla bilancia non è tutto. Una dieta molto ristretta può avere conseguenze sulla salute, sull'intestino, sulla vita sociale. E vale la pena controllare.

"Mangia poco, ma cresce." "Tanto prima o poi si sbloccherà." "Almeno quelle tre cose le mangia." Sono frasi che sento spesso, a volte dette dai genitori per farsi coraggio, a volte dette a loro da altri per tranquillizzarli. Ed è vero che molti bambini con una dieta molto ristretta crescono in modo apparentemente normale. Ma il cibo non è solo una questione di peso sulla bilancia.

Questo articolo fa parte di una serie sull'alimentazione. Se non l'hai ancora letto, ti consiglio di partire da Mio figlio mangia solo tre cose, dove spiego cos'è la selettività alimentare e perché è così frequente nei bambini autistici.

Un'avvertenza importante Questo articolo serve a capire meglio la selettività alimentare, non a dare indicazioni su cosa fare. È un terreno delicato: le strategie improvvisate, anche fatte con le migliori intenzioni, rischiano di irrigidire il bambino e di ridurre ancora di più i cibi che accetta. Se sei preoccupato, il passo giusto è parlarne con il pediatra e con i professionisti che seguono tuo figlio.

Il cibo non è solo energia

Quando pensiamo a un bambino che mangia poco, di solito ci preoccupiamo soprattutto delle calorie: mangia abbastanza? Cresce? Sono domande giuste, ma non bastano. Un bambino può mangiare abbastanza in quantità e, allo stesso tempo, ricevere troppo poco di alcune sostanze di cui il suo corpo ha bisogno.

Pensa a una dieta fatta quasi solo di pasta in bianco, pane, cracker e latte. Le calorie ci sono. Ma mancano quasi del tutto la frutta e la verdura, spesso la carne o il pesce, a volte i latticini diversi dal latte. Con il tempo, questo può voler dire poco ferro, poca vitamina D, poco calcio, poche fibre, poche vitamine che si trovano soprattutto in frutta e verdura.

Non te lo dico per spaventarti. Molti bambini selettivi, se seguiti, non hanno nessuna carenza importante. Ma è proprio per questo che vale la pena controllare, invece di dare per scontato che vada tutto bene perché il peso è a posto.

Cosa può succedere quando mancano alcuni nutrienti

Le conseguenze di una dieta molto ristretta possono essere diverse, e spesso compaiono lentamente, per questo sono facili da non notare.

Stanchezza e irritabilità. La carenza di ferro, per esempio, è tra le più frequenti nei bambini che mangiano poca carne. Può rendere il bambino più stanco, più irritabile, meno concentrato. E in un bambino che fatica già a regolarsi, questo si somma a tutto il resto.

Le ossa. Calcio e vitamina D servono a costruire ossa solide, e l'infanzia è il periodo in cui questo lavoro si fa. Alcuni studi hanno osservato che nei bambini autistici con diete molto selettive le ossa tendono a essere meno robuste.

L'intestino. Poche fibre e poca acqua significano spesso stitichezza. È un problema molto frequente, e più importante di quanto sembri: un bambino con la pancia che fa male mangia ancora meno, dorme peggio e può avere più crisi durante il giorno, soprattutto se non riesce a dire che sta male. Ne ho parlato anche nella serie sul sonno, in Mio figlio non dorme.

I denti. Diete ricche di cibi morbidi, zuccheri e carboidrati raffinati, magari consumati spesso durante la giornata, aumentano il rischio di carie. E un dente che fa male rende il mangiare ancora più difficile.

In casi rari, quando la dieta è estremamente ristretta per lungo tempo, possono comparire carenze importanti di vitamine che oggi siamo abituati a considerare "malattie del passato". Sono situazioni eccezionali, ma esistono, ed è uno dei motivi per cui la selettività grave va presa sul serio.

Quello che non si vede sulla bilancia

Il cibo non è solo nutrimento. È anche una parte enorme della vita sociale.

Pensa a quante situazioni ruotano intorno al mangiare: il pranzo in famiglia, la mensa a scuola, la merenda con i compagni, le feste di compleanno, la pizza con gli amici, il pranzo dai nonni, le vacanze. Per un bambino che mangia pochissimi cibi, ognuna di queste situazioni può diventare complicata. A volte il bambino resta escluso, a volte la famiglia rinuncia ad andare, a volte ci si porta dietro il "suo" cibo ovunque.

Crescendo, questo può pesare sempre di più. Un ragazzo che non riesce a mangiare fuori casa fa più fatica a partecipare a una gita, a uscire con gli amici, a fare esperienze nuove.

E la famiglia?

Anche qui, come per il sonno, la fatica non è solo del bambino. I pasti possono diventare il momento più teso della giornata. Si cucinano due o tre menù diversi. Si vive con la preoccupazione costante che non mangi abbastanza. Ci si sente giudicati da parenti e conoscenti, che danno consigli non richiesti o lasciano intendere che "è viziato". E a volte, per stanchezza, si smette di proporre cibi nuovi, e la lista di quello che il bambino accetta si accorcia un po' alla volta.

Tutto questo è comprensibile e umano. Ma è anche il motivo per cui è meglio chiedere aiuto presto, prima che la situazione diventi più rigida.

I segnali per cui non aspettare

Nella maggior parte dei casi la selettività si affronta con calma, senza urgenze. Ci sono però alcune situazioni in cui è importante parlarne subito con il pediatra:

  • il bambino perde peso, o smette di crescere in altezza e in peso come dovrebbe;
  • tossisce, si soffoca o ha conati spesso durante i pasti;
  • vomita di frequente o sembra avere dolore quando mangia;
  • accetta solo liquidi, o solo il biberon, a un'età in cui dovrebbe mangiare cibi solidi;
  • la lista dei cibi che accetta si sta accorciando e quelli persi non tornano;
  • i pasti durano moltissimo, o al contrario il bambino rifiuta quasi tutto.

In questi casi la priorità è capire se ci sono problemi medici o di masticazione e deglutizione, prima ancora di lavorare sulle abitudini. Ne parlo in Selettività alimentare: cosa valutare prima e chi coinvolgere.

Una dieta varia è un obiettivo, non una pretesa

Voglio chiudere con una precisazione. Parlare dell'importanza di una dieta varia non significa pretendere che tuo figlio mangi di tutto, né che debba arrivare a mangiare come i suoi coetanei. Molti bambini autistici avranno sempre preferenze più marcate degli altri, e va bene così.

L'obiettivo è più semplice e più concreto: che la sua dieta sia abbastanza varia da farlo crescere in salute, e che il cibo non diventi un ostacolo alla sua vita, alla scuola, alle relazioni. Ogni cibo in più che entra nella sua lista è un passo in quella direzione.

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Questo articolo è stato scritto a scopo informativo e non sostituisce il parere di un professionista. Non iniziare integratori o diete particolari senza l'indicazione del pediatra o di un nutrizionista. Se hai dubbi sull'alimentazione di tuo figlio, parlane con il pediatra e con il servizio che lo ha in carico.

📖 Fonti e Riferimenti

  • Sharp, W.G. et al. (2013). Feeding Problems and Nutrient Intake in Children with Autism Spectrum Disorders. Journal of Autism and Developmental Disorders, 43(9)
  • Zimmer, M.H. et al. (2012). Food Variety as a Predictor of Nutritional Status Among Children with Autism. Journal of Autism and Developmental Disorders, 42(4)