🧩Gioco e Sviluppo7 min di lettura

Il Gioco Quando C'è un Ritardo dello Sviluppo: Cosa Sapere e Come Aiutare

Tuo figlio gioca "diversamente" rispetto ai coetanei. Forse allinea le macchinine invece di farle correre. Il gioco, anche quando appare diverso, è sempre un punto di partenza, mai un vicolo cieco.

Il Gioco Non È un Extra: È Sviluppo

Quando si parla di ritardo dello sviluppo, spesso i genitori pensano subito alla terapia, agli esercizi, alle sedute. Ed è giusto. Ma c'è qualcosa che succede prima e durante tutto il resto: il gioco. La ricerca lo dice chiaramente: il gioco è il modo principale attraverso cui i bambini piccoli imparano a conoscere gli oggetti, a capire le relazioni di causa-effetto, a sviluppare il linguaggio e a entrare in relazione con gli altri. Nei bambini con ritardo dello sviluppo, il gioco segue le stesse tappe di tutti i bambini, ma con tempi diversi. Un bambino di tre anni potrebbe giocare come un bambino di diciotto mesi, e questo non significa che stia sbagliando: significa che si trova in un punto preciso del suo percorso, e da lì si può partire.

Le Tappe del Gioco: una Mappa, Non un Giudizio

Conoscere le tappe del gioco aiuta a capire dove si trova il tuo bambino e quali materiali possono aiutarlo a fare il passo successivo. Non per confrontarlo con gli altri, ma per accompagnarlo.

  • Gioco esplorativo. Il bambino tocca, scuote, porta alla bocca, batte gli oggetti. Sta scoprendo le proprietà fisiche delle cose: il peso, la consistenza, il suono che fanno. È una fase fondamentale, anche se a volte sembra "solo" manipolazione.
  • Gioco relazionale. Il bambino comincia a mettere gli oggetti in relazione tra loro: un cucchiaio nella tazza, un blocco sopra l'altro, una pallina dentro un contenitore. Sta comprendendo che gli oggetti hanno delle funzioni e che possono combinarsi.
  • Gioco funzionale. Il bambino usa gli oggetti come sono pensati per essere usati: spinge la macchinina, pettina la bambola, porta il telefono giocattolo all'orecchio. È il primo segno di comprensione simbolica.
  • Gioco simbolico. Il bambino finge: una banana diventa un telefono, una scatola diventa una barca, un orsetto dorme e va coperto. Questa capacità di far finta è collegata strettamente allo sviluppo del linguaggio e della cognizione sociale.

⚠️Se il tuo bambino è ancora nella fase esplorativa, non ha senso proporgli materiali che richiedono abilità simboliche. Non è pigrizia o mancanza di intelligenza: è che il suo cervello sta ancora costruendo i mattoni che servono per arrivare lì.

Materiali Adatti per Ogni Fase

Scegliere i materiali giusti significa partire dalla fase in cui il tuo bambino si trova adesso, non da quella in cui vorresti che fosse:

  • Per la fase esplorativa: oggetti con texture diverse, palline che rimbalzano, giochi ad acqua, contenitori da riempire e svuotare, strumenti musicali semplici come maracas o tamburelli.
  • Per il gioco relazionale: blocchi da impilare, incastri, sorter di forme, vaschette con oggetti piccoli da travasare, puzzle a pochi pezzi con maniglie grandi.
  • Per il gioco funzionale: set di cucina, macchinine con rampe, bambole con accessori semplici (biberon, pettine), attrezzi da lavoro.
  • Per il gioco simbolico: travestimenti, pupazzi con "personalità" (un dottore, un cuoco), materiali aperti come stoffe, scatole, cuscini che possono diventare qualsiasi cosa.

"Ma Gioca Sempre con le Stesse Cose"

Sì, è molto comune. I bambini con ritardo dello sviluppo, e in particolare quelli nello spettro autistico, tendono ad avere un repertorio di gioco più ristretto. Tornano agli stessi oggetti, ripetono le stesse azioni, resistono alle novità. Non è testardaggine: spesso è un modo di cercare prevedibilità in un mondo che risulta confuso o sovrastimolante. La strategia non è togliere quello che amano, ma aggiungere gradualmente qualcosa di nuovo accanto a quello che già funziona. Se adora far girare le ruote delle macchinine, prova ad affiancare una trottola (stesso movimento rotatorio, oggetto diverso). Se batte sempre lo stesso blocco, metti accanto un tamburo. L'idea è espandere partendo dalle preferenze, non sostituirle. La ricerca ci mostra che proporre nuovi materiali in modo graduale, rispettando gli interessi del bambino, porta a un aumento naturale della varietà del gioco e riduce la rigidità nel tempo.

Il Ruolo del Genitore: Non Animatore, Ma Compagno di Gioco

Non devi trasformarti in un terapista. Il tuo ruolo è essere presente, giocare insieme, e creare momenti in cui il gioco diventa un'occasione di connessione.

  • Mettiti al suo livello, fisicamente. Siediti per terra, avvicinati. Il contatto visivo è più facile quando sei alla stessa altezza.
  • Commenta, non interrogare. Invece di chiedere "cos'è questo? di che colore è?", descrivi quello che sta succedendo: "oh, la palla rotola!", "hai messo il blocco in alto!". Il bambino impara il linguaggio ascoltandolo in contesto, non rispondendo a quiz.
  • Aspetta. Questo è il consiglio più difficile. Dopo aver proposto qualcosa, aspetta. Conta fino a cinque nella tua testa prima di intervenire. Molti bambini hanno bisogno di più tempo per elaborare e rispondere. Quel silenzio non è vuoto: è il bambino che sta pensando.
  • Celebra i tentativi, non solo i risultati. Se prova a impilare e la torre cade, "ci hai provato, bravo!" vale più di qualunque torre perfetta.

Quando Chiedere Aiuto

Se noti che il tuo bambino a 18-24 mesi non esplora gli oggetti, non mostra interesse per i materiali dei coetanei, non imita gesti semplici o non risponde al suo nome, parlane con il pediatra. Una valutazione precoce non è un'etichetta: è una mappa. E prima si ha una mappa, prima si può scegliere la strada migliore. Nel frattempo, gioca con lui. Senza ansia, senza cronometro, senza confronti. Il gioco più terapeutico che esista è quello fatto insieme a qualcuno che ti vuole bene.

📖 Fonti e Riferimenti

  • Lifter, K. et al. (2011). Overview of Play: Its Uses and Importance in Early Intervention. Infants & Young Children, 24(3), 225-245
  • Ungerer, J.A. & Sigman, M. (1981). Symbolic Play and Language Comprehension in Autistic Children. Journal of the American Academy of Child Psychiatry, 20, 318-337
  • ISS - Linea Guida ASD bambini e adolescenti (2023)